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La guerra spiegata ai vivi, non è un libro sulle guerre, ma sul modo in cui esse diventano accettabili. Non racconta battaglie, né ricostruisce cronache militari. Analizza invece il processo attraverso cui, nel mondo contemporaneo, la guerra viene preparata, giustificata, normalizzata e infine resa permanente senza mai essere realmente dichiarata. Partendo dal linguaggio politico, dalle narrazioni mediatiche e dai meccanismi istituzionali, il libro ricostruisce la struttura invisibile che precede ogni conflitto moderno. Mostra come la guerra non nasca sul campo di battaglia, ma nello spazio culturale e mentale delle società che finiscono per tollerarla. Minacce costruite, nemici necessari, urgenze artificiali, legalità flessibili, frammentazione delle responsabilità: ogni capitolo affronta uno degli ingranaggi che trasformano la violenza armata in uno strumento ordinario di governo. Attraverso l’analisi di casi concreti, in particolare delle guerre condotte dagli Stati Uniti nel secondo dopoguerra e nel periodo post-Guerra Fredda, il libro mette a confronto le motivazioni ufficiali con gli interessi reali emersi nel tempo, i documenti declassificati, le contraddizioni del diritto internazionale e il ruolo centrale dei media nella costruzione del consenso. Non per distribuire colpe in modo ideologico, ma per mostrare la ripetitività del modello e la sua sorprendente adattabilità a contesti diversi. Un’attenzione particolare è dedicata all’evoluzione della guerra nel XXI secolo: droni, automazione, intelligenza artificiale, conflitti a bassa intensità e operazioni permanenti ridefiniscono il concetto stesso di guerra, rendendola meno visibile ma più continua. In questo scenario, la distinzione tra pace e guerra si dissolve, lasciando spazio a una condizione di instabilità gestita come normalità. Il volume si chiude con una riflessione centrale: quale spazio resta al cittadino in un sistema che prepara le guerre prima ancora che esse inizino? Senza illusioni salvifiche, il libro propone una difesa possibile, culturale e civile, fondata sulla comprensione dei meccanismi, sul rifiuto dell’automatismo morale e sulla capacità di non essere mobilitati passivamente. La guerra spiegata ai vivi è un saggio di analisi politica e culturale, pensato per chi non si accontenta delle spiegazioni ufficiali e vuole comprendere come la guerra, oggi, smetta di apparire come un’eccezione per diventare una regola non dichiarata.
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